L'Aquila vola a cavallo della Via Lattea estiva, e la sua stella principale, Altair, è il vertice meridionale del Triangolo Estivo. È una costellazione semplice da trovare e legata a uno dei racconti più amati dell'Asia orientale.
Come trovarla
Trova prima il Triangolo Estivo: Vega è il vertice più brillante e più alto, Deneb quello a nord-est, Altair quello più basso, verso sud. Altair si riconosce facilmente perché ha ai lati due stelle più deboli, quasi in fila con lei: Tarazed da una parte e Alshain dall'altra. Questo terzetto rappresenta il corpo dell'aquila. Da qui le ali si aprono ai lati e la coda punta verso sud-ovest, nella direzione dello Scudo e del Sagittario. Poco a est di Altair trovi il piccolo rombo del Delfino.
Quando si vede
L'Aquila è ben visibile nelle sere da luglio a ottobre. Verso le 22 a luglio è a sud-est, ad agosto e settembre culmina alta a sud, più bassa di Vega e Deneb ma comunque ben sopra l'orizzonte. A fine ottobre e novembre scende verso sud-ovest e ovest, ed entro dicembre tramonta presto dopo il buio.
Le stelle
Altair è una stella bianca vicina, a circa 17 anni luce. Ruota su se stessa in meno di dieci ore, mentre il Sole impiega quasi un mese, e per questo è visibilmente schiacciata ai poli: è una delle prime stelle di cui gli astronomi sono riusciti a ottenere un'immagine del disco, che ne ha confermato la forma ovale. Tarazed è una gigante arancione, molto più lontana di Altair. Eta Aquilae, nella parte meridionale della costellazione, è una Cefeide: la sua luminosità cambia con regolarità in circa una settimana, abbastanza da notarlo confrontandola con le stelle vicine.
Con un binocolo
La Via Lattea attraversa l'Aquila e con il binocolo si vedono campi stellari fitti e zone scure di polvere, come la piccola nube scura vicino a Gamma Aquilae, che sotto un cielo buio appare come un vuoto tra le stelle. Proseguendo verso sud-ovest si entra nella costellazione dello Scudo, che non fa parte dell'Aquila ma è a due passi: lì ci sono la luminosa Nube Stellare dello Scudo e l'ammasso M11, l'Anatra Selvatica, una macchia compatta e granulosa nel binocolo.
Il mito
Per i Greci l'Aquila era l'uccello di Zeus, che gli portava i fulmini. In un mito famoso fu l'aquila, o Zeus stesso in forma d'aquila, a rapire il giovane Ganimede per portarlo sull'Olimpo come coppiere degli dei. In Cina, Corea e Giappone si racconta invece che Altair sia il bovaro Niulang e Vega la tessitrice Zhinü, innamorati e separati dalla Via Lattea: possono incontrarsi una sola volta l'anno, il settimo giorno del settimo mese lunare, quando uno stormo di gazze forma un ponte tra le due rive.
Disegno dalle posizioni reali delle stelle: le linee sono la figura tradizionale, i punti più piccoli sono le stelle più deboli che stanno dentro i confini ufficiali della costellazione.